Siamo un gruppo di persone, di varia estrazione ed età, facenti parte di diverse realtà ecclesiali fiorentine. Alcuni di noi hanno vissuto con partecipazione e passione la vita della Chiesa fiorentina dal tempo della guida pastorale del card. Elia dalla Costa, al Concilio, agli anni successivi. Sappiamo che la comunità ecclesiale fiorentina è una comunità non sempre facile, ma siamo anche ugualmente convinti che essa rappresenti, nella sua dimensione religiosa e sociale una comunità viva in cerca di verità senza compromessi. I più anziani tra noi hanno vissuto con sofferenza i momenti dei provvedimenti punitivi, a vario livello, verso persone di cui non si capì, da parte dell’autorità la dimensione evangelica del loro impegno verso la liberazione delle coscienze e l’emancipazione degli ultimi. Vogliamo ricordare tra essi, David M. Turoldo, Lorenzo Milani, Ernesto Balducci, Enzo Mazzi, Bruno Borghi ed altri, di cui se fosse stato riconosciuto, nel momento il messaggio profetico, tutta la Chiesa ne avrebbe trovato opportunità di crescita. Proprio per questo riteniamo che sarebbe bene evitare il ripetersi di ferite al corpo della Chiesa fiorentina, se pure in parte rimarginate, dopo anni, grazie all’atteggiamento di ascolto e alle iniziative di pastori come il card. Benelli, e recentemente il Card. Piovanelli, anche attraverso la celebrazione del Sinodo diocesano.
Quanto accaduto alla comunità delle Piagge, con il successivo provvedimento di allontanamento di don Santoro dal suo incarico pastorale, ci sollecita quindi ad alcune riflessioni che vogliamo partecipare anzitutto alla Chiesa fiorentina e al nostro vescovo.
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Chi volesse dare la propria adesione a questa "lettera", lo faccia utilizzando i commenti a questo post.
Lettera sul "caso don Santoro" delle Piagge
Incontro con Enrico Chiavacci "Pensiero cristiano e fine vita"
teologo
Pensiero cristiano e fine vita
12 novembre 2009
ore 21.00
Teatro “Il Faro”
Via Paoletti 34, Firenze
Articolo su ToscanaOggi del 21 Maggio 2009
Da ToscanaOggi del 21 Maggio 2009
I cattolici del disagio per una Chiesa del Vangelo
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Intervento di don Giuseppe Ruggieri
Il Vangelo che abbiamo ricevuto
Per una chiesa della fraternità
Devo parlare “sulla chiesa della fraternità e della sororità, che nella comunione e nella corresponsabilità attiva di tutti, eguali in dignità, si impegna in una lettura credente dei segni dei tempi, nell’ascolto della Parola viene introdotta dallo Spirito a tutta la verità e, dalla presenza del Signore nelle sue celebrazioni, trae forza per farsi compagna di tutti, a cominciare dai piccoli e dagli ultimi.” Cosa aggiungere di essenziale a queste parole? Non è già detto tutto? E’ necessario precisare ulteriormente? Non rischiamo, precisando, di indebolire addirittura quelle parole?
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Intervento di don Paolo Giannoni
La forza del Vangelo proclamato da Gesù che ha assunto ogni realtà umana, ha “toccato” i corpi per infondere la guarigione, si è seduto a mensa con i peccatori, rendendo visibile ai nostri occhi e palpabile dalle nostre mani il mistero dell’amore trinitario.
Il “catalogo” ora proposto da Peyretti e Rosenberg è una espressione del disagio che proviamo noi-chiesa.Non ce ne impadroniamo, ma lo accogliamo con la coscienza che nessuno è padrone della fede degli altri, ma solo ha da vivere un servizio alla gioia di tutti (2 Cor 1,24). Lo accogliamo anche come un segno positivo.Il silenzio deve preoccupare più di una protesta e il disagio segnala che c’è qualcosa che non va.
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Sintesi contributi nel testo letto
09 05 16 Sintesi contributi nel testo letto
Sintesi orale dei contributi scritti ricevuti al sinodo “Il Vangelo che abbiamo ricevuto”
Firenze 16 05 09
a cura di Enrico Peyretti e Ugo Gianni Rosenberg
Premessa
La gran parte degli oltre 40 contributi ricevuti merita di essere letta per intero nel sito www.statusecclesiae.net . Qui tentiamo di rappresentarne l’essenziale. È stato un sacrificio tagliare parole per lasciarne traccia nel tempo disponibile al nostro intervento.
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Quel disagio dentro la Chiesa che non si cura con il silenzio
Quel disagio dentro la Chiesa che non si cura con il silenzio
di Alberto Melloni
in “Corriere della Sera” del 17 maggio 2009
Si ha oggi la disagevole sensazione che in Italia i cristiani per primi credano all’importanza di tante cose e sempre meno all’eloquenza del Vangelo: non come liofilizzato etico o pentecostale, ma nella sua sostanza di comunicazione della figliolanza nella quale si rivela interamente la tenerezza di Dio.
La cosa ha naturalmente conseguenze politiche: spiega il disprezzo per la mediazione democratica, la bulimia «religiosa » del radicalismo di destra, e altre cose. Ma ha conseguenze profonde sulla qualità della vita intima delle comunità, delle parrocchie, del clero, delle diocesi.
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