20 mag 2011

Tentazioni del potere, libertà del Vangelo e comunità cristiana

Il 30 Maggio 2011 alle ore 21,
presso il Teatro “la Fiaba”
Via delle Mimose 12
Firenze (zona Isolotto)

Incontri della Lettera alla Chiesa fiorentina
“Per interrompere il silenzio”

Tentazioni del potere,
libertà del Vangelo
e comunità cristiana

Intervengono:
don Severino Dianich
don Luca Mazzinghi

introduce e coordina: Bruna Bocchini Camaiani

scarica la locandina in formato PDF

scarica il testo dell'intervento di don Mazzinghi

13 apr 2011

Per interrompere il silenzio

Sono sempre più le voci che si levano nella Chiesa cattolica per manifestare il turbamento e il grave disagio di quanti si sentono parte viva della comunità ecclesiale e, per questo, sentono il dovere di interrogarsi, di reagire, di non stare in silenzio e chiedono giudizi evangelici, non opportunistici e diplomatici, sulla situazione politica ed ecclesiale italiana.
Da tempo infatti manca, da parte di larghi settori della gerarchia, un giudizio chiaro sulla crescente ingiustizia sociale, sul rifiuto ostentato di solidarietà e sul razzismo mostrato verso i migranti, sulla corruzione della vita pubblica, sulla immoralità di modelli di vita basati sulla ricchezza e sul potere che in vario modo vengono proposti ed esaltati.

Anche nella nostra Chiesa fiorentina alcuni interventi hanno dato voce a questo profondo disagio che sappiamo bene, e non da oggi, essere diffuso e crescente, ragione non secondaria di distacco silenzioso di molti fratelli e sorelle dalla vita della comunità ecclesiale. A tutte queste voci noi ci associamo e ci sentiamo in dovere di aggiungere il nostro contributo, al fine di promuovere il formarsi di un’opinione pubblica all’interno della Chiesa cattolica, della quale in molti ormai avvertono la necessità. Ci sentiamo sollecitati in questo anche da quanto hanno scritto alcuni nostri preti diocesani, quali don Fabio Masi, parroco di Santo Stefano a Paterno, don Giacomo Stinghi, parroco della Madonna della Tosse e don Silvano Nistri, già parroco di San Martino a Sesto Fiorentino. Scrive ad esempio don Masi, in un suo articolo: “questo è un momento di grande sofferenza per chi ama la Chiesa e la società [...] ci si potrebbe aspettare che la Chiesa contribuisse ad aprire orizzonti di speranza; invece arrivano di continuo notizie di fronte alle quali si resta esterrefatti e avviliti” (Se la chiesa si appiattisce sull’opportunità politica, “La Repubblica” 26 febbraio 2011).

In questa situazione noi pensiamo che sia necessario ed urgente riprendere il riferimento forte al Concilio là dove si afferma: “la Chiesa si serve di strumenti temporali nella misura in cui la propria missione lo richiede. Tuttavia essa non pone la sua speranza nei privilegi offertile dall’autorità civile. Anzi essa rinunzierà all’esercizio di certi diritti legittimamente acquisiti, ove constatasse che il loro uso può far dubitare della sincerità della sua testimonianza o nuove circostanze esigessero altre disposizioni” (Gaudium et Spes 76) .
Non è davvero questa l’immagine che la Chiesa italiana ha dato di sé in questi anni.
Per questo ci sentiamo in sintonia con la riflessione di don Severino Dianich: “Se in questi ultimi decenni il dialogo con il mondo contemporaneo si è fortemente deteriorato, questo è avvenuto anche perché troppo spesso le indicazioni del Concilio non sono state ascoltate e praticate. Così di fronte all’abbandono delle fede di molti, ci si ritrova ad essere meno ascoltati e più incapaci d’intessere un colloquio che permetta l’invito a credere” (“Il Regno-att.” n. 20, 2010, pp. 715-722)

Noi sogniamo una Chiesa finalmente libera dal plagio di una cultura utilitaristica e consumistica che ha inquinato tutto, e libera dalla paura che induce a posizioni di difesa e di ricerca di garanzie economiche, ideologiche, giuridiche, di potere e privilegio, che sono contrarie alla fiducia nello Spirito. Infatti “il vento soffia dove vuole [....] ma non sai di dove viene e dove va”(Gv 3,8).
Chiediamo di aprire su questi temi un reale e serio esame di coscienza e auspichiamo che altre voci si esprimano nella nostra città. Sappiamo che la Chiesa è anche piena di esempi e testimonianze evangeliche, ma è necessario che ad esse si accompagni la capacità di giudicare e di sviluppare riflessioni autocritiche.
Proponiamo perciò di condividere un itinerario di riflessione sottoscrivendo questa nostra lettera ed inviando contributi e commenti, frutto di riflessione personale e di gruppo. In particolare avvertiamo con urgenza la necessità di aprire un dibattito intorno ad alcuni nodi di fondo, tra i quali ci preme sottolineare le seguenti questioni:

  1. Chiesa e poteri: come ritrovare quel modello di Chiesa dei poveri, libera dal potere per l'annuncio del Vangelo, indicato nel Concilio?
  2. In quali forme elaborare e proporre oggi un giudizio evangelico sulla realtà?
  3. Quali resistenze da superare e quali vie da percorrere per realizzare una Chiesa plurale e sinodale?
Proponiamo quindi un incontro pubblico, lunedì 30 maggio (ulteriori dettagli saranno precisati in seguito), per un confronto, che possa essere soprattutto un momento di riflessione e condivisione sulle tematiche indicate. In esso vorremmo in particolare dare spazio ad alcune delle molteplici voci profetiche che ancora (r)esistono nella nostra chiesa ed anche alle voci di coloro che, di fronte ai troppi scandali, non smettono di gridare: “Sentinella, quanto resta della notte?” (Is 21,11).

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Per sottoscrivere la lettera invia un mail a letterachiesafiorentina@gmail.com indicando il tuo nome e cognome e la tua volontà di sottoscrivere la lettera oppure inserisci una commento a questo post con scritto: "Firmo anche io" e il tuo nominativo.
Nota: I commenti e le firme sono gestiti dal moderatore: non appaiono subito sul blog ma occorre attendere il sucessivo aggiornamento manuale

Firme
Mario Batistini, Renzo Bonaiuti, Bruna Bocchini, Luca Brogioni, Francesca Brunori, Francesca Caderni, Pier Giorgio Camaiani, Mario Casini, Stefano Cecconi, Fabio Corti, Alessandra Daly, Cristina Ermini, Ugo Faggi, Lorenza Giani, Donata Graziani, Alessio Malpassi, Manuela Moschi, Serena Noceti, Gherardo Pecchioni, Annamaria Pizziolo, Andrea Poggi, Angela Protesti, Laura Ricciarelli, Marta Scheggi, Don Giorgio Tarocchi, Paola Ugolini, Alberto Zanobini


Altre adesioni

Parlano della Lettera

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1 feb 2010

Annuncio cristiano e contemporaneità

VERSO L’INCONTRO DEL 18 FEBBRAIO 2010 ORE 21

“ANNUNCIO CRISTIANO E CONTEMPORANEITA’”
Vito Mancuso

Istituto degli Innocenti (salone Brunelleschi)
Piazza della Santissima Annunziata
Firenze

Locandina (formato PDF)

Dopo la riflessione del novembre scorso con don Enrico Chiavacci su "pensiero cristiano e fine vita", i promotori della "lettera alla chiesa fiorentina" ti invitano a partecipare all'incontro con il teologo Vito Mancuso che si terrà il 18 febbraio alle ore 21 presso Istituto degli Innocenti (salone Brunelleschi). L'argomento, che prima ascolteremo e poi discuteremo, è : "Annuncio cristiano e contemporaneità".

Qui sotto il testo nostro che abbiamo presentato a Mancuso con le domande che ci interrogano e sulle quali siete tutti invitati ad esprimervi.

SPUNTI DI RIFLESSIONE OFFERTI A VITO MANCUSO

  • Qual è oggi la contemporaneità dell’annuncio cristiano?
  • Negli ultimi tempi nella Chiesa italiana, in particolare ad opera dei vescovi, si è molto ridotto lo spazio di riflessione sulla fede, sul Vangelo e sulla Scrittura, centrando la predicazione soprattutto sulla morale, sul concetto di 'natura', accentuando gli aspetti disciplinari e di obbedienza su temi che non sono strettamente di fede. Crediamo che si dovrebbe piuttosto cercare di riprendere i temi centrali dell'annuncio di salvezza, con la consapevolezza che questo iato allontana sempre di più tanti dalla Chiesa, soprattutto giovani. Forse non è un caso che negli ultimi tempi siano usciti tanti volumi sul tema di uno 'scisma' più o meno sommerso nella cristianità, italiana in particolare.
  • La libertà di ricerca teologica – cosa fare e come garantirla. Quale spiritualità per il quotidiano deriva dalla ricerca teologica odierna?
  • Oggi domina una dimensione individuale della vita religiosa: questa è una sfida all’annuncio cristiano. Ci si confronta infatti con le criticità di fronte ad una dimensione organizzata della spiritualità. Quale spiritualità e quindi quale forma ecclesiale è necessaria per rispondere ai tempi?
  • Religioni individualizzata e religione civile sono le uniche vie percorribili? Ci sono ancora spazi per la testimonianza e per la profezia?
  • Riflettiamo anche sui linguaggi della fede cristiana. Occorrono forse riformulazioni e delle revisioni profonde per parlare al mondo di oggi?

Il Vangelo che abbiamo ricevuto - Firenze 2

Il Vangelo che abbiamo ricevuto
Appuntamento a Firenze-Rifredi,
Parrocchia di S. Stefano in Pane, Via delle Panche, 36
6 febbraio 2010, ore 9
Firenze 2: Il Vangelo ci libera, e non la Legge

Cari amici
Il 16 maggio scorso, quanti eravamo convenuti per ridirci il Vangelo che abbiamo ricevuto, ci siamo lasciati con la volontà comune di rivederci. In questi mesi, il gruppo dei primi firmatari si è perciò ritrovato più volte per programmare il prossimo incontro. Lasciata alle nostre spalle la necessità di dar voce ancora una volta al disagio di tanti nella chiesa di oggi, abbiamo pensato a un argomento forte, capace di portare a una maggiore autenticità della nostra esperienza cristiana. Come la volta precedente, non vogliamo parlare contro nessuno, ma preferiamo riflettere sui fondamenti e sui dati originari della nostra fede.
A tale proposito ci è sembrato che, nella mentalità prevalente, il Vangelo rischi di essere ridotto a codice di comportamento morale, mentre esso è soprattutto l’annuncio dell’amore del Padre, quale si è manifestato e reso disponibile a tutti nella persona di Gesù morto e risorto. A chi accoglie nella fede questo vangelo è stato comunicato il dono dello Spirito e della vita riconciliata. La voce di Paolo (Rom 11, 32) ci ha annunziato che Dio ha rinchiuso tutti nel peccato (e pertanto ci riconosciamo come comunità di peccatori) ma a tutti ha usato misericordia (e pertanto sappiamo di essere comunità di riconciliati). La stessa voce ci dice che chi si affidasse alle strade della Legge resterebbe nell’impotenza della carne (Rom 8, 1-8). D’altra parte il vangelo del Regno predicato da Gesù ci fa chiedere di essere liberati dal male e dunque ci rende attenti a quest’ombra di morte che ci sovrasta.
La riduzione del Vangelo a codice di etica svilisce e copre questa verità paradossale della condizione dei credenti. Invece, solo restando dentro tutta l’ampiezza e la profondità del vangelo, è possibile parlare a noi stessi, ai nostri fratelli e alle nostre sorelle dentro e fuori della chiesa visibile, per sperimentare assieme a tutti la potenza liberante del Vangelo.
Come per il 16 maggio scorso, questo invito non vuole escludere nessuno, né comunità né singole persone, ma tutti coloro che condividono le nostre preoccupazioni saranno i benvenuti non da ospiti o stranieri, ma come concittadini della città dei santi. E, con il metodo già sperimentato, che è quello sinodale, ognuna/o di Voi è invitata/o a reagire a questa lettera, a esprimere la propria valutazione dell’oggi ecclesiale con riferimento all’argomento e a suggerire indicazioni per i relatori. I vostri interventi saranno comunicati a tutti coloro che hanno sottoscritto il nostro manifestino iniziale e che hanno partecipato al precedente incontro, oltre ad essere presi in seria considerazione da coloro che introdurranno la riflessione comune.

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Orario dei lavori

09.00: Lettura del Vangelo, Padre nostro, Introduzione di Paolo Giannoni
09.15: Romano Penna, Il Vangelo fine della Legge: Gesù e Paolo
10.00: Discussione (3 minuti ciascuna/o) e ripresa finale di R. Penna

10.45: Intervallo

11.00: Pino Ruggieri, Oltre il demone dell’etica: il Padre di Gesù
11,45: Discussione (3 minuti ciascuna/o) e ripresa finale di P. Ruggieri

12,30: Intervallo

12.45: Preghiera in chiesa – proposta di austerità* – intervallo
13,45: Testimonianze: Rita Intiso, p. s. di Gesù; Daniele Simonazzi
14,10: Maria Cristina Bartolomei – Italo De Sandre, Sulla situazione attuale della chiesa: un seminario
15.00: Discussione (5 minuti ciascuna/o) e ripresa finale di Bartolomei-De Sandre
17.00: Paolo Giannoni, Conclusione
17.20: Preghiera di invocazione


* lasciamo la libertà di aderire a questa proposta di austerità (non viene organizzato il pranzo; ognuna/o potrà eventualmente sopperire secondo le proprie esigenze). Il silenzio orante vuole essere una invocazione e un commento della situazione di disagio che viviamo nella attuale fase della vita della chiesa.

7 nov 2009

Lettera sul "caso don Santoro" delle Piagge

Siamo un gruppo di persone, di varia estrazione ed età, facenti parte di diverse realtà ecclesiali fiorentine. Alcuni di noi hanno vissuto con partecipazione e passione la vita della Chiesa fiorentina dal tempo della guida pastorale del card. Elia dalla Costa, al Concilio, agli anni successivi. Sappiamo che la comunità ecclesiale fiorentina è una comunità non sempre facile, ma siamo anche ugualmente convinti che essa rappresenti, nella sua dimensione religiosa e sociale una comunità viva in cerca di verità senza compromessi. I più anziani tra noi hanno vissuto con sofferenza i momenti dei provvedimenti punitivi, a vario livello, verso persone di cui non si capì, da parte dell’autorità la dimensione evangelica del loro impegno verso la liberazione delle coscienze e l’emancipazione degli ultimi. Vogliamo ricordare tra essi, David M. Turoldo, Lorenzo Milani, Ernesto Balducci, Enzo Mazzi, Bruno Borghi ed altri, di cui se fosse stato riconosciuto, nel momento il messaggio profetico, tutta la Chiesa ne avrebbe trovato opportunità di crescita. Proprio per questo riteniamo che sarebbe bene evitare il ripetersi di ferite al corpo della Chiesa fiorentina, se pure in parte rimarginate, dopo anni, grazie all’atteggiamento di ascolto e alle iniziative di pastori come il card. Benelli, e recentemente il Card. Piovanelli, anche attraverso la celebrazione del Sinodo diocesano.

Quanto accaduto alla comunità delle Piagge, con il successivo provvedimento di allontanamento di don Santoro dal suo incarico pastorale, ci sollecita quindi ad alcune riflessioni che vogliamo partecipare anzitutto alla Chiesa fiorentina e al nostro vescovo.

continua...

Chi volesse dare la propria adesione a questa "lettera", lo faccia utilizzando i commenti a questo post.

Incontro con Enrico Chiavacci "Pensiero cristiano e fine vita"

Enrico Chiavacci
teologo
Pensiero cristiano e fine vita

12 novembre 2009
ore 21.00
Teatro “Il Faro”
Via Paoletti 34, Firenze

Quando si avvicina la morte i progressi della medicina ci pongono sempre più spesso di fronte a scelte complesse ed inquietanti. Il dibattito sul tema rischia di ridursi a contesa tra schieramenti. Noi vogliamo andare in profondità, con la libertà di non nascondersi i dubbi, per cercare i fondamenti di risposte rispettose della dignità delle persone.

27 mag 2009

Articolo su ToscanaOggi del 21 Maggio 2009

Da ToscanaOggi del 21 Maggio 2009

I cattolici del disagio per una Chiesa del Vangelo

di Andrea Fagioli

«Un impegno solido e duraturo a trasmettere il Vangelo che abbiamo immeritatamente ricevuto, sottolineando la parola immeritatamente, perché nessuno possa vantarsi». È partito con questo invito la sintesi degli oltre 40 contributi inviati da parrocchie, comunità, associazioni, singoli laici, sacerdoti e religiosi al convegno «Il Vangelo che abbiamo ricevuto» ospitato sabato 16 maggio a Firenze presso il «Nuovo sentiero», il teatro di Santo Stefano in Pane, la parrocchia di Rifredi che fu di don Giulio Facibeni.

continua...