10 apr 2007

Lettera alla Chiesa Fiorentina

Firenze, 8 Marzo 2007
Ci siamo ritrovati, uomini e donne della Chiesa fiorentina, per un passaparola intorno alla comune esigenza, come credenti e operatori pastorali, di esprimerci, in merito ad alcuni avvenimenti recenti, secondo il diritto/dovere dei laici di far conoscere il proprio parere, su aspetti che toccano la vita della chiesa (cfr. Lumen Gentium 37) e della società.
Sentiamo anzitutto la necessità, sulle tracce del Vaticano II e dell’esperienza fiorentina del sinodo diocesano di alcuni anni fa, di una effettiva ripresa del dialogo e del confronto nella comunità ecclesiale, in cui tutte le espressioni plurali della riflessione dei credenti possano esprimersi e i Pastori possano realizzare pienamente il loro ministero della sintesi.
Ci sollecita a questa richiesta il disagio da noi provato in questi mesi di fronte a vari e diversi interventi di esponenti della gerarchia ecclesiastica su temi e avvenimenti “eticamente sensibili”, di carattere pubblico o riferiti a persone.

Riteniamo che la proposta di dottrine e indicazioni morali debba essere accompagnata da riflessioni teologiche e atteggiamenti pastorali che abbiano a cuore la condivisione dei dolori e delle aspirazioni degli uomini contemporanei, riconoscano quanto di profondo e sincero c’è nelle scelte, talvolta travagliate, delle persone, in modo da testimoniare quello stile evangelico che richiama a farsi prossimo non per dettare regole “ma per infiammare il cuore dell’uomo mentre si conversa con lui lungo il suo cammino” (cfr. Lc 24,33).

In particolare riteniamo di proporre alla riflessione e al confronto i seguenti punti:

1. Il Concilio Vaticano II ha sottolineato la legittima autonomia delle realtà terrene e politiche. In una società come quella attuale, le disposizioni normative devono considerare la pluralità di posizioni dei cittadini: occorre rispettare i diritti di tutti per giungere a regole che garantiscano la libertà e la solidarietà tra le persone. Questo anche in materia di convivenze diverse dal matrimonio, tema sul quale sono presenti nella società orientamenti e scelte diverse.

2. La distinzione tra fede cristiana e scelte politiche è sottolineata non per separare ma per ricomporre, in modo mai definitivo, la radicalità del vangelo e la laicità dell’essere cittadini.Se la fede cristiana si riduce a una morale si priva della sua forza profetica. La tolleranza nei confronti delle opinioni altrui non nasce dalla debolezza della fede ma dalla sua sicurezza che non si impone attraverso la legge dello stato (cfr. Duquoc) Per questo non possiamo tacere la preoccupazione per interventi che chiedono alla politica e alle leggi di essere garanti dei valori cristiani come socialmente necessari e culturalmente unificanti. Questo ci sembra lesivo della laicità dello stato e della politica e pericoloso per l’autonomia e la significatività della fede religiosa.

3. Tanti hanno vissuto poi con vero e proprio sconcerto il fatto che sia stato negato il funerale cristiano a un credente che ha molto sofferto e alla sua famiglia. Quanto accaduto non ci sembra aver offerto una testimonianza adeguata allo stile evangelico e di fiducia nel mistero della misericordia accogliente di Dio.

Per questo riteniamo importante:

- creare nelle nostre comunità cristiane spazi di confronto e condivisione

- chiedere al Vescovo e ai Pastori della Chiesa fiorentina di accentuare nel loro ministero l’ascolto delle diverse esperienze e competenze di cui la Chiesa è ricca

- proporre a quanti guardano “dall’esterno” questa Chiesa di prestare attenzione alla pluralità di scelte e di esperienze che in essa vivono e che non possono essere ridotte ad un'unica voce.

Pensiamo che in questa prospettiva si possa ancora affermare che “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, dei poveri e soprattutto di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore” (Gaudium et Spes 1).


Mario Batistini, Fabrizio Biagi, Renzo Bonaiuti, Luca Brogioni, Francesca Caderni, Mario Casini, Manuela Casini, Carlo Corti, Bruno D’Avanzo, Angela Cruci D’Avanzo, Alessandra Daly, Giampiero Donnini, Cristina Ermini, Ugo Faggi, Lorenza Giani, Donata Graziani, Alessio Malpassi, Andrea Poggi, Francesco Poggi, Angela Protesti, Laura Ricciarelli, Anna Sbolci, Letizia Scheggi, Paola Ugolini, Alberto Zanobini

46 commenti:

Anonimo ha detto...

Condivido, serve un confronto sereno.
La Chiesa sta costruendo muri invece di ponti, creando divisioni.Succede quando, alla bellezza del messagio Evangelico, predilige predicare se stessa.

Con sofferenza

Guglielmo

Anonimo ha detto...

Il vostro mi sembra un documento esemplare dell'amore che deve regnare nella
Chiesa. Non appartengo alla vostra diocesi ma voglio dirvi che aderisco
pienamente alle vostre idee e ai vostri sentimenti. Fraternamente

Ettore Masina, scrittore, Roma

giampy ha detto...

Come pastore avventista vi presento alcune brevi riflessioni:
1) La distinzione tra clero e laici introduce nella chiesa del Signore un privilegio che pone alcuni sotto il potere di altri quando TUTTI dobbiamo essere sottoposti all'unico poteredi Dio;
2)Occorre riconoscere l'uguale dignità di tutte le manifestazioni della vita del credente se vissute in una totale consacrazione a Dio;
3)Come dice il teologo cattolico Hans Kung: "si può parlare di sacerdozio universale solo là dove ogni membro della comunità può esercitare i suoi diritti e le sue funzioni di sacerdote e li esercita realmente (Hans Kung, Chiesa, pag.215, Brescia 1972).

Pastore Vassallo

massimo c. ha detto...

Mi riconosco in questa che è la chiesa del messaggio di Cristo. Rigetto invece la bieca ideologia delle curie che persegue interessi che stanno creando profonde divisioni tra i cristiani.
Grazie del vostro impegno.

Cristina ha detto...

Da cattolica praticante spero vivamente che il Family day del 12 maggio si riveli un flop...

Domenico Raimondi ha detto...

Carissimi, sono Domenico Raimondi, designer di Torino, ex-Responsabile Azione Cattolica dei Ragazzi della diocesi di torino.
Aderisco alla vostra lettera e vi segnalo la lettera, scritta da un gruppo di laici di Torino, ed inviata al Card. Severino Poletto: http://laici.splinder.com/

Domenico Raimondi

Paolo Barsotti ha detto...

Sono Paolo Barsotti, della diocesi di Lucca. Condivido in pieno le vostre riflessioni e anche il modo di porle, che è mite e circostanziato, ma comunque deciso. Io non riesco, invece, a contenermi, e, come Guglielmo del primo commento, vivo questo momento con sofferenza e, purtroppo, anche con rabbia.
Grazie per quello che avete scritto, aderisco pienamente.
Paolo Barsotti, ingegnere, 40 anni, Lucca

Anonimo ha detto...

Meno male che ci siete voi, credenti equilibrati e sobri, di contro a tanti che per ora si ubriacano nell'eccitata corsa alla discriminazione e alle "sante crociate". Ormai si parla più in papalinese, e si dimentica la bellezza del vangelo. Come omoaffettiva e credente ho fiducia nel vostro contributo, e serbo la speranza che ancora molto di buono sia rimasto nella "chiesa vivente", la chiesa invisibile, quella che vive lo Spirito Santo nel silenzio e nell'amore gratuito.

Daniela (Firenze)

Nicola ha detto...

Io invece non sono d'accordo con voi: non capite che la verità bisogna dirla e cercare anche di concretizzarla nella società.
Sono invece molto d'accordo e contento del modo dialogante con cui vi ponete: spero che serva a tutti.
Ora voglio porre io una questione che riguarda il terzo punto della vostra lettera, così forse qualcuno mi potrà dare una risposta. E' un punto che nessuno ha chiarito nel vasto dibattito sul funerale negato. Siccome la cosiddetta "estrema unzione" è un sacramento essa è infinitamente più importante dei funerali perché negando un sacramento si nega a Dio la possibilità di percorrere quella via per raggiungere la persona in questione. Ora le cose sono due:
1) Se la Chiesa ha negato il sacramento al morente allora sarebbe questo il fatto da contestare.
2) Se il morente ha rifiutato quel sacramento allora celebrare il funerale sarebbe stata una contraddizione insostenibile e comunque inutile, vuoto di contenuto.

Anonimo ha detto...

Provengo da una famiglia cattolica, anche se, personalmente mi reputo agnostica, in questo ultimo anno, spesso, mio padre, mia madre e mia sorella maggiore si sino trovati a disagio, se non sofferenti, per alcune posizioni espresse dalla Chiesa Cattolica. Da piccola mi hanno insegnato che Dio è amore, ai miei piace ancora credere che sia così, ma quanto strazio c'è in mia madre quando sente tuonare contro gli omosessuali. Chi vi scrive è una ragazza omo-sentimentale, mi piace definirmi così perchè per me la discriminante non è stata il sesso ma l'innamoramento. Onestamente faccio fatica a ricondurre gli insegnamenti che ho ricevuto da piccola con quanto vedo, leggo e vivo oggi. E questo non solo mi addolora, ma addolora tutti i cattolici credenti che mi amano. Non pretendo che si accetti qualcosa che si ritiene moralmente inaccettabile,ne faccio a meno e non cerco benedizioni, cerco solo di vivere in uno Stato che possa dare qualcosa anche a me, che vivo, penso, sento, lavoro, pago tasse.. Se volessi condividere tutta una vita con la mia compagna, a chi arrecherei danno e cosa metterei a repentaglio? Spesso apprendo di interventi-panzer che non possono non pesare come un macigno sull'opinione pubblica e politica, e mi domando: perchè? Mia sorella fino a due anni fa andava in chiesa, ora la diserta e le sta nascendo un sentimento di astio verso le gerarchie ecclesiastiche che prima non aveva..così molti miei amici. L'amore solo può unire le persone, l'amore è tutto quello che ci rimane, e non ha bisogno di sapere in chi o cosa si crede, in chi o cosa si ami..almeno questi ultimi anni di vita mi hanno insegnato questo.
Vi ringrazio per questo Blog e per le riflessioni a cui induce...

NicPic ha detto...

Vi ringrazio e - da non credente - sottoscrivo in pieno la vostra richiesta. La Chiesa ha un immenso bisogno del contributo di persone come voi per tornare ad essere vicina alla gente.

Nicola ha detto...

Rispondo a chi pensa che la Chiesa discrimini le persone.
Non vi fidate di ciò che dicono i mass-media non cattolici sulla Chiesa: distorcono persino le frasi e mettono in risalto le posizioni più estreme che invece sono marginali.
La Chiesa non è contro nessuno e non vuole impedire nessun tipo di convivenza: la questione è sul riconoscimento pubblico delle convivenze, che è tutt'altra cosa.

Anonimo ha detto...

per ampliare la discussione e render note le iniziative romosse dai vari gruppi in toscana: http://www.azionecattolicafossone.splinder.com/post/12253053#comment

Anonimo ha detto...

Il vostro mi sembra solo un pretesto per giustificare le vostre scelte o le vostre idee.

Come è possibile che qualcuno si augurasse un flop per il family day? per quale motivo?

La Chiesa, tramite gli organismi preposti, ha il diritto dovere di esprimere le proprie idee e riflessioni. I cattolici (appartenenti cioè alla chiesa cattolica) non possono non tenerne conto, anche nelle scelte e testimonianze sia in politica, sul lavoro o in altri modi, rispettando tutti, ma con fermezza sulle proprie convinzioni.

Anonimo ha detto...

Da un po di tempo a questa parte pensavo che tutti quelli che girano intorno ai preti fossero delle persone da evitare.Ho dei buonissimi motivi per pensarlo.Come ho dei buonissimi motivi per poter criticare il comportamento personale(e gravissimo) di alcuni preti.Quello che mi fa piacere , e diciamo che si puo' calcolare in percentuale del l% , e che un po' mi fa ricredere,che fra le miriadi di falsi che la domenica si danno appuntamento,ci sia qualcuno che ancora crede, con il dialogo, di poter ottenere un riconoscimento di giustizia terrena,e non solo divina. Comunque se la pensate come dite ,forse un qualcosa di raro ma sano c'e' anche in codesti ambienti.
Sono molto rari i preti che sono veramente preti.Tanti si sono fatti preti perhe affetti da grandi problemi,chi omosessuale e si e' nascosto ben tutelato dalla chiesa,invece di aver avuto il coraggio di dichiararsi .Poi ci sono dei preti che ti fanno dimenticare tutti quelli che ti hanno fatto del male,e ti ridanno un po' di fiducia.Purtroppo di questi ce ne sono stati talmente pochi,che al giorno d'oggi si contano sulle dita di una mano sola(considerando che alcuni sono morti,traete voi le conclusioni).Scusate il mio sfogo ma voi siete bravi e continuate cosi'.

Gabriele Boccaccini ha detto...

RINNOVARSI PER VINCERE ANCORA

L’incontro con il Vescovo Antonelli è andato molto bene. Gli interventi sono stati tutti di ottimo livello. Ciò che doveva essere detto è stato detto con chiarezza. Uno per uno ci siamo sfogati ed abbiamo ricevuto la nostra buona dose di applausi.

Eppure l’incontro mi ha lasciato con l’amaro in bocca…

L’atmosfera era quella di vecchi compagni di scuola che si ritrovano ad una cena scolastica a trent’anni dall’esame di maturità ad esaltarci di battute già dette e nel ripeterci quanto cattivi sono i professori. Nel frattempo però tanti dei nostri compagni se ne sono andati, altri sono rimasti a casa, alcuni hanno cambiato casacca e li ritroviamo dall’altra parte, nessuno si è aggiunto alla nostra compagnia. Siamo gli stessi di trent’anni fa, solo più vecchi. Siamo una specie in via di estinzione che non ha saputo rigenerarsi e adattarsi al nuovo ambiente e vive solo di memorie.

Fosse stato un match potremmo dire che lo abbiamo vinto a mani basse. L’unica cosa che il vescovo ha saputo dirci è che nella chiesa c’è chi comanda e chi obbedisce, e lui è quello che comanda e noi quelli che obbediamo. Eppure il vincitore è lui, perché ha dalla sua i numeri e la forza, la maggioranza dell’opinione pubblica cattolica, mentre noi siamo una minoranza ininfluente. Anche il fatto che ci abbia ascoltati non è un segno della nostra forza ma della nostra debolezza.

Una volta eravamo un esercito potente. Oggi non contiamo più nulla. Non facciamo più neppure paura. Siamo i reduci di un esercito sconfitto.

E’ inutile guardare al passato, accontentarsi di sopravvivere. Sento troppa rassegnazione alla sola prospettiva che almeno ci sia lasciato morire con dignità così come con dignità abbiamo vissuto. Sento poca disponibilità a cambiare strada. Eppure è di questo che dovremmo discutere, di come costituire un movimento nazionale, che abbia piena e forte visibilità all’interno della Chiesa e forte e influente peso politico a livello nazionale.

Nell’Ottocento la generazione di Rosmini e Manzoni sognò invano una riforma liberale integrale della Chiesa. Ad essi succedette una nuova generazione che di fronte alla controriforma della Chiesa per salvare i propri ideali seppe “accontentarsi” di essere cattolici e liberali. Nel Novecento con i nostri padri, Don Lorenzo Milani, Mario Gozzini, ed altri abbiamo sognato una riforma integrale di sinistra della Chiesa. Adesso di fronte alla controriforma della Chiesa per salvare i nostri ideali dovremmo “accontentarci” di essere cattolici e di sinistra. Mettendo da parte il sogno di riforma integrale la Chiesa dovremmo piu' semplicemente opporci alla deriva integralista e proporre in positivo l’obiettivo della costruzione una società multietnica e multireligiosa. Ma non ci rassegniamo ai cambiamenti necessari per passare dalla difesa alla controffensiva.

Personalmente, non me la sento piu' di essere, dal punto di vista religioso, un fossile vivente.

E’ di questo che dovremmo discutere. Di come riorganizzarci per diventare nuovamente un esercito vincente. Tutto il resto sono solo vuote lamentazioni.

Gabriele Boccaccini

Anonimo ha detto...

Sono contenta della vostra posizione moderata ed equilibrata che cerca il dialogo prima del giudizio. Temo purtroppo che iniziative come la vostra siano ancora troppo limitate e sporadiche comunque sono un buon inizio per sperare che la chiesa riacquisti agli occhi di chi la guarda da fuori un po' di credibilità.

Lorenzo Ridi ha detto...

Aderisco!

e mi complimento per l'incontro del 24 al quale credo che alcune domande non abbiano trovato risposta e per quello del 28 che abbiamo segnalato anche sul sito del nostro gruppo: www.gruppovillaguicciardini.it
Lo spirito di apertura al dialogo e al confronto è proprio del nostro gruppo che si rivolge ai giovani fra i 20 e i 35 anni interessati a fare un percorso che sia allo stesso tempo di fede e culturale; accogliamo così profondamente l'importanza, manifestata nella lettera, di "creare nelle nostre comunità cristiane spazi di confronto e condivisione".

pluto ha detto...

Ho assistito con interesse ed una punta di ammirazione all'incontro presso la Parrocchia di S.Donnino, soprattutto per la passione che è stata espressa dai partecipanti, ma la sensazione che ho avuto è quella di una certa subalternità nei confronti della cultura dominante quasi come un complesso di inferiorità, un bisogno di accreditarsi nei confronti dei non credenti, una delineazione che mi è sembrata più politica che altro. Il disagio che avvertite è da sempre una costante nell'animo di ogni cattolico, ma credo che bisogna riconoscere che nella società attuale vi è un forte bisogno di affermare alcuni concetti che non possono essere negoziabili se non abiurando il nostro pensiero e la nostra coscienza. Debbo dire con amarezza che ho ascoltato definizioni sconcertanti di chi ha in tasca la vera verità quasi come unico cattolico adulto (pessima definizione), con la suddivisione tra cattolici impegnati e cattolici della domenica come se questi ultimi, utili idioti secondo alcuni, obbedissero a comando e non rispondessero a ciò che veramente hanno nel cuore, ho sentito mescolare il relativismo dominante con il dubbio (che alberga in ognuno di noi), asserire che il cambiamento della società comporta pedissequamente il conseguente cambiamento del magistero della Chiesa, quando in realtà spesso lo ha anticipato, equiparare lo scientismo illuminista a verità assoluta, evidenziare la pretesa ricerca della visibilità dell'Episcopato (il famoso Vaticano) con quella dei media che riportano solo quello che la pancia assetata richiede, il Potere della Chiesa (le famose armate di Stalin), condannare il family day come manifestazione strumentalizzata ed organizzata (io c'ero semplicemente per dire che c'ero), condannare i modi e lo stile della Chiesa come se certi argomenti fossero opere di minuetto; ho ascoltato anche vere problematiche in merito alla omosessualità ed ai diritti individuali della persona, eutanasia, procreazione forzata previa distruzione di embrioni, problemi etici che non possono lasciarci indifferenti, oltre alla difficoltà di rapportarci tra i livelli più "bassi" e quelli più "alti", ma non lasciamoci strumentalizzare da politici di bassa lega, da destra siamo definiti catto-comunisti da sinistra clericali, oppure da fuorvianti integralismi, che vi sono anche all'interno delle nostre comunità cattoliche, incentrati sui comportamenti privati di personalità pubbliche che in quanto persone necessitano sempre di particolare comprensione, anche se spesso in contrasto con quanto esprimono. Debbo però dirvi, pur nella diversità delle opinioni, che mi rallegro per le vostre iniziative delle quali se ne sente forte la necessità.
Pier Luigi

Anonimo ha detto...

E' possibile avere un resoconto dell'incontro avvenuto il 24 maggio sera a Firenze, con il Card. Antonelli?

Anonimo ha detto...

condivido la problematica che coinvolge l'intera chiesa cattolica della quale faccio parte come "popolo di Dio".Nonostante l'involuzione ho fiducia nell'azione dello Spirito Santo che sconvolge i piani dei ricercatori di potere. ADERISCO. M.Cristina Simoni, Sesto F.no.

Marco ha detto...

Mi permetto di inserire un articolo pubblicato oggi da Adista.

DOPO IL FAMILY DAY, PROVE DI DIALOGO A TORINO
E A FIRENZE TRA LAICI E GERARCHIA


33906. ROMA-ADISTA. Prove, faticose, di dialogo tra i laici e la gerarchia: dopo i funerali negati a Piergiorgio Welby, dopo la Nota della Cei che toglie ogni spazio di autonomia dei credenti in politica, dopo la kermesse del Family Day, a Torino e a Firenze i vescovi vengono incontro allo smarrimento e al disagio della propria comunità locale e accettano di ascoltare, se non di rispondere, alle voci di disagio che vengono dal basso.

Firenze: Parlate, ma studiate il magistero.
A Firenze, l'8 marzo una lettera alla Chiesa fiorentina era stata promossa da 25 laici impegnati nell'attività ecclesiale, tra cui il prof. Bruno D'Avanzo, per chiedere una effettiva ripresa del dialogo e del confronto nella comunità ecclesiale e scelte pastorali che abbiano a cuore la condivisione dei dolori e delle aspirazioni degli uomini contemporanei, riconoscano quanto di profondo e sincero nelle scelte, talvolta travagliate, delle persone, ricordando che la distinzione tra fede cristiana e scelte politiche sottolineata non per separare ma per ricomporre, in modo mai definitivo, la radicalità del vangelo e la laicità dell'essere cittadini. L'appello è stato successivamente sottoscritto da circa ducento persone tra laici e sacerdoti, tra cui anche Ettore Masina, Mimmo Lucà , Pier Luigi Onorato, Maria Meucci, Giancarlo Zani nonchè da Enzo Mazzi e dall'intera Comunità dell'Isolotto. In seguito alla lettera, il card. Ennio Antonelli, arcivescovo di Firenze, ha deciso di incontrare la comunità ecclesiale in un incontro pubblico (Come pubblica era la lettera) e ampiamente pubblicizzato sulla stampa locale, tenutosi il 24 maggio presso la parrocchia di don Giovanni Momigli, direttore dell'Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale. Oltre duecento i fedeli di moltissime parrocchie che hanno risposto all'invito. All'inizio, racconta D'Avanzo, tra i partecipanti all'incontro, hanno preso la parola una decina dei presenti, ribadendo, in vario modo, le richieste e i turbamenti espressi nella lettera: il diritto/dovere dei laici, sancito dal Concilio Vaticano II, di far conoscere il proprio parere su aspetti che toccano la vita della Chiesa e della società , l'atteggiamento nei confronti dell'omosessualità, il riconoscimento della realtà delle coppie di fatto, i funerali di Welby. Unica voce discordante, quella della Consigliera regionale toscana di Forza Italia Stefania Fuscagni, che ha ammonito i presenti ad abituarsi, come già avviene nel resto d'Europa, al ruolo da protagonisti assunto dai vescovi in Italia dopo la fine dell'azione di cuscinetto della Dc. Per ultimo ha preso la parola il card. Antonelli che ha ringraziato i presenti per i loro contributi e per lo stimolo al dialogo. Totale sordità , però, di fronte ai contenuti concreti dei dubbi e del disagio dei fedeli: per il cardinale, racconta D'Avanzo, i pastori hanno il dovere di guidare i laici, che a loro volta devono ascoltare e spesso, per di più, non conoscono approfonditamente i testi del Magistero, che dovrebbero leggere più attentamente; nè, ha aggiunto, il richiamo al Concilio Vaticano II può portare ad ignorare la millenaria tradizione della Chiesa, con cui il Concilio si pone in una prospettiva di continuità e non di rottura.

Torino: Parlate, ma fatelo in privato
Simile il percorso nel capoluogo piemontese: la lettera aperta al Vescovo, ai presbiteri, ai laici della Chiesa di Torino e ai non credenti attenti alla parola del Vangelo risale al 15 marzo ed era stata firmata da oltre ducento persone, tra cui numerosi dirigenti locali dell'Azione Cattolica (v. Adista nn. 23 e 27/07). Nel testo della lettera, l'accento era posto sul turbamento di molti di fronte all'atteggiamento della Cei negli ultimi anni: "Non perchè la gerarchia della Chiesa non abbia diritto di parola nel dibattito, ma perchè quelle affermazioni sottraggono ai laici credenti una responsabilità che è loro propria. Questi interventi, proseguiva la lettera, che rendono la Chiesa parte tra le parti, possono produrre gli effetti desiderati nella singola occasione, ma minacciano, in una prospettiva meno immediata, ciò che ad essa non può non apparire come più essenziale, annullando quello spazio di mediazione che il Concilio ha riconosciuto come peculiare del laicato. Chiediamo perciò, concludeva la lettera, non solo al nostro vescovo e ai presbiteri, ma anche a noi stessi credenti laici, di operare tutti insieme per uscire da un clima che non favorisce il dialogo e da una forma distorta di unità ecclesiale, all'insegna dell'uniformità e del silenzio e non della carità".
Il card. Severino Poletto, arcivescovo di Torino, ha voluto incontrare, il 21 maggio, questa volta a porte chiuse un gruppo di firmatari della lettera, per ascoltare direttamente le loro preoccupazioni e per esprimere a sua volta il timore che un dissenso espresso pubblicamente possa rompere l'unità della comunità ecclesiale. Secondo quanto riferisce Giuseppe Elia, tra gli estensori della lettera nonchè presidente del Meic torinese, la discussione è stata prevalentemente di metodo: "Abbiamo spiegato al cardinale che quello che ci stava a cuore nella lettera non erano tanto i Dico o altri temi ma, a monte, le difficoltà di molti credenti di fronte all'atteggiamento della Cei che sembra negare la responsabilità del laicato. Preoccupazioni condivise dal cardinale che ha anche raccontato di aver operato, insieme al card. Tarcisio Bertone, per tentare di attenuare e ritardare la Nota impegnativa voluta dal card. Camillo Ruini che ha però espresso rincrescimento per il fatto che siano state espresse in una lettera pubblica e non a lui personalmente. Gli abbiamo però ribadito, racconta Elia, la necessità di aprire un dibattito nella Chiesa e che ci sia spazio pubblico anche per le posizioni di dissenso: Altrimenti, ha aggiunto, ormai i laici ritengono inutile persino esprimere la propria opinione. L'arcivescovo è rimasto sulle sue posizioni ma abbiamo molto apprezzato il suo atteggiamento dialogante, conclude Elia, tanto che il cammino della Chiesa torinese proseguirà con un incontro pubblico dei firmatari della lettera previsto forse per giugno. (alessandro speciale - ADISTA)

Anonimo ha detto...

Trovo incredibilmente lucida ed esatta l’autocritica di Gabriele Beccaccini. Mi dà fastidio però l’impostazione di fondo del suo post, che è l’impostazione che si riscontra in molti interventi: l’idea che sia in corso una battaglia all’ultimo sangue tra i pochi cattolici illuminati, colti, intelligenti (che siete voi) e il resto del popolo di Dio, pecoroni retrogradi e baciapile, capaci solo di andar dietro ai vescovi.
Il Concilio ci ha insegnato che la partecipazione e la corresponsabilità dei laici alla vita della Chiesa sono valori importanti: ma questo non significa che si è cristiani “maturi” solo se si critica la gerarchia. Aderire al magistero della Chiesa, condividere valori come la vita e la famiglia, avere rispetto per l’autorità dei preti e dei vescovi, non significa essere “pecoroni”. La pretesa di una chiesa più “democratica” nasce da un equivoco: la Chiesa è per sua costituzione una società dove l’autorità viene dall’alto, non dal popolo.
Credo che la vostra lettera, e l’incontro di San Donnino, siano state iniziative belle e utili. Certi temi, certi fatti (come il dibattito sui Dico o la vicenda Welby) sono questioni su cui, anche tra i cattolici, ci sono sensibilità ed opinioni diverse ed è bene confrontarsi. Ma credo che si possa parlare di queste cose senza assumere i toni da battaglia. Non c’è nessuna rivoluzione da fare dentro la Chiesa; o almeno, le rivoluzioni nella Chiesa non si fanno con la contestazione stile anni Settanta, semmai con le armi di San Francesco (umiltà, semplicità…).
Io non amo gli “atei devoti” tanto di moda oggi: non sopporto che a darmi lezioni di dottrina cristiana sia chi non ha mai messo piede in Chiesa. Ma credo che dovremmo anche stare in guardia da chi, da un lato, tende la mano verso i cattolici “di base” in nome dei valori di solidarietà, pace, accoglienza… e dall’altro sputa veleno contro preti e vescovi. Ci sono molte sirene che, da destra e da sinistra, cercano da un lato di attirare i cattolici, e dall’altro di scavare fossati all’interno della Chiesa. E noi puntualmente ci caschiamo.
Riccardo

Anonimo ha detto...

E' possibile sapere come è andato l'incontro di lunedì sera con Melloni?

Mônica ha detto...

Lasciamo qui, un caro saluto alla famiglia fiorentina del nostro cuore : Francesco Poggi, Laura Ricciarelli, Andrea Poggi, Pietro Poggi e Cernet Poggi. Un gran saluto del Brasile.
Mônica Oliveira e Luciana Gubert

Andrea Batistini ha detto...

Cari amici, prima di tutto mi presento.
Sono Andrea, appartengo alla parrocchia di San Michele di Pontassieve. Sposato, tre figli, credente praticante, insomma il classico "baciapile" tra fiorentini ci capiamo... . Questa mattina ero in macchina e casualmente ho ascoltato l'intervista su una radio locale di uno di voi che affrontava dei temi a me sempre cari. Ero triste, amareggiato....dopo aver visto la trasmissione ANNOZERO di giovedì scorso in me stava nascendo un sentimento misto tra rabbia e rassegnazione. Com'è possibile mi domandavo (insieme a tanti altri amici delle famiglie della nostra associazione) che questo sia potuto avvenire a Firenze ? Ero disperato... alla fine della trasmissione l'altra sera io e mia moglie siamo andati a letto con le lacrime agli occhi ! Sono andato dal mio parroco, ho chiesto spiegazioni, lui era più sconvolto di me ! Ero triste stamattina poi ho sentito quell'intervista alla radio, mi sono precipitato sul vostro blog ho letto la vostra lettera alla Chiesa Fiorentina è si è riaccesa in me un po' di speranza... le vie del Signore sono proprio imprescrutabili !

Personalmente condivido pienamente tutta, e ripeto, tutta, la vostra lettera. Anzi vi informo che a Pontassieve abbiamo fondato anni fa una associazione culturale cattolica formata da famiglie. Vi ruotano intorno circa 200 persone che partecipano alle varie iniziative che questa associazione propone. Incontri dibattiti, esercizi spirituali, ritiri... ma anche gite e feste ....
A nome della associazione KAIROS di Pontassieve sono qui a chiedere un incontro con voi per confrontarsi su questi temi e per vedere se è possibile collaborare !.
Grazie di cuore per la vostra lettera !!


ADERISCO

Andrea

Donatella ha detto...

Aderisco all'appello contenuto nella lettera.
Sono una cattolica impegnata, nei limiti delle mie capacità, in parrocchia e nel sociale che vive, come gli amici redattori, un momento di grave disagio per posizioni assunte dalla geriarchia ecclesiastica prevalentemente in ambito etico, che sento non aderenti allo stile evangelico, nella forma in cui lo Spirito, attraverso la lettura della Parola, la preghiera, le guide spirituali, le esperienze di vita, mi ha portato a interpretarlo.
Auspico un confronto affinché anche la voce di chi ha il mio stesso sentire possa trovare spazio e rispetto nell'ambito della ricerca comune della strada migliore per aderire al Vangelo
Donatella Messina -medico-

marco santarelli ha detto...

Vi faccio notare solo una cosa: state raccogliendo adesioni da pastori avventisti, atei convinti, agnostici, radicali, ultra comunisti..... tutti fratelli che hanno sempre avuto a cuore il futuro della Chiesa Cattolica!!! ( nel senso che rispettandola le hanno sempre augurato di ridursi ad una associazione culturale)
Ricordatevi “ chi non è con me e contro di me “.

Matteo (12, 22- 32).”In quel tempo gli fu portato un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. E tutta la folla era sbalordita e diceva: Non è forse costui il figlio di Davide?. Ma i farisei, udendo questo, presero a dire: Costui scaccia i demòni in nome di Beelzebùl, principe dei demòni. Ma egli, conosciuto il loro pensiero, disse loro: Ogni regno discorde cade in rovina e nessuna città o famiglia discorde può reggersi. Ora, se satana scaccia satana, egli è discorde con se stesso; come potrà dunque reggersi il suo regno? E se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri figli in nome di chi li scacciano? Per questo loro stessi saranno i vostri giudici. Ma se io scaccio i demòni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio. Come potrebbe uno penetrare nella casa dell'uomo forte e rapirgli le sue cose, se prima non lo lega? Allora soltanto gli potrà saccheggiare la casa. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde. Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. A chiunque parlerà male del Figlio dell'uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro”.

Anche oggi si ripete questo peccato ad opera di quanti, dinanzi ai carismi dello Spirito Santo, per invidia, per gelosia o per dissenso, magari ancor prima che intervenga la Chiesa a pronunciarsi, operano divisioni, frazioni, rotture.

La chiesa non e’ una democrazia dove ognuno dice la sua! E lo Spirito Santo che la dirige ( se mettiamo in dubbio questo mettiamo in dubbio tutto anche Cristo ) illuminando i suoi vescovi.
Credo che ci voglia un po’ di umiltà nel riconoscere che chi ci guida ha uno sguardo più ampio del nostro, che, se ci si deve vergognare di qualcosa, è della nostra incapacità di non capire, non di quello che dice la Sposa di Cristo.

Fabio G. ha detto...

Siete completamente in errore.Non avete ancora capito che disgiungere le cose in cui si crede dalla propria attività politica vuol dire che non si crede realmente.Che quello in cui si crede non è utile per gli altri.Leggete i discorsi di Benedetto XVI compresi quelli sul concilio e vi apriranno la mente.
La Chiesa non deve essere come noi la vogliamo, non deve andare dietro a dove va la società altrimenti non sarebbe diversa da qualunque movimento politico.
Lettere come la vostra fanno solo male alla Chiesa e quindi alla società.La scelta di negare il funerale a Welby per quanto non condivisibile è stata lecità e bisogna ricordare che comunque il feretro è stato benedetto prima della sepoltura.
Meno male che la Chiesa non va dietro a persone come voi altrimenti inizierebbe il suo declino.
Il fatto che tante persone non credenti siano daccordo con la lettere fossi in voi mi preoccuperei,perchè vorrebbe dire che state chiamando fuori dalla Chiesa.
Ricordatevi che l'essere cattolico adulto è una invenzione di Prodi e della Bindi per giustificare le loro azioni.Non per niente come primo punto avete messo quello sulle unioni.
Rileggete i vangeli e gli Atti degli Apostoli cosi vi ritornerà in mente cosa vuol dire veramente Chiesa.Rileggete i vari rimproveri di San Paolo alle varie comunità.
Mi dispiace che persone che si dicono credente possano contrapporsi così alla Chiesa e mi dispiace soprattutto per quegli ingenui che vanno loro dietro.
In un periodo critico come questo bispognerebbe stare uniti invece voi volete solo dividere.

Fabio

Anonimo ha detto...

Cari amici,
condivido la lettera alla chiesa fiorentina: era ora che qualcuno rompesse il silenzio e parlasse!
Già che ci sono vi consiglio un bel libro che parla di molti argomenti tra cui la chiesa, il mondo cattolico fiorentino, e in particolare di gozzini e balducci:
Giambattista Scirè, La democrazia alla prova. Cattolici e laici nell'Italia repubblicana degli anni cinquanta e sessanta, Carocci, Roma 2005

Ciao,
Arturo

Paolo Valvo ha detto...

Sinceramente non riesco a cogliere fino in fondo il senso della Lettera. A mio modesto avviso, l'enfasi posta sulla necessità di un maggiore "confronto" in seno alla Chiesa Cattolica può portare a pericolosi fraintendimenti. Si rischia di arrivare a pensare che nel momento stesso in cui il Papa - o i Vescovi - prendono una posizione netta su quei principi "non negoziabili" che tanto stanno a cuore alla Chiesa, essi vogliano in realtà chiudere ogni spazio di dialogo con chi la pensa in modo diverso. Per la Chiesa - a cominciare dal Vicario di Cristo - il dialogo è un aspetto fondamentale dell'apostolato, ma essa non può - in nome di una malintesa concezione di "dialogo" - venire a patti sui principi irrinunciabili del suo Magistero. Detto questo, a nessun uomo - anche al più peccatore - è tolta la comprensione e la possibilità dell'accoglienza e del perdono. Ma l'amore di Cristo per l'uomo è innanzitutto amore al destino dell'uomo, che è un destino di pienezza nella verità e nella felicità: per questo la Chiesa è misericordiosa verso chi sbaglia ma non può che essere inflessibile verso l'errore.

L'alternativa - posta di fronte a ogni cristiano cattolico - è dunque tra la disponibilità a lasciarsi educare dalla Chiesa, "Mater et magistra" (con la preoccupazione innanzitutto di confrontarsi lealmente con il suo Magistero) e la dittatura del relativismo. Non ci sono vie di mezzo: se esistessero, la Chiesa sarebbe un'associazione o un partito democratico (in cui mettersi d'acccordo su un modus vivendi accettabile per tutti) come tanti già ce ne sono, e non il Corpo vivente del Figlio di Dio.

Paolo ha detto...

Non condivido il disagio provato dai sottoscrittori della lettera verso le prese di posizione della gerarchia ecclesiale sui cosiddetti "temi eticamente sensibili"".
Credo però che questa lettera, moderata nei toni ma penetrante nell'analisi, contribuisca ad un sano e necessario dibattito all'interno della Chiesa.

Come Riccardo, apprezzo nel post di Gabriele Boccaccini l'autocritica lucida e spietata, meno invece l'elitismo di fondo, per cui chi sta coi pastori è privo di quello spirito critico di cui i "cristiani maturi" sarebbero esclusivi detentori.

Boccaccini ha soprattuto ragione a denunciare l'invecchiamento generale di questa fronda ecclesiale di sinistra. Mi sembra cioé che con sufficienza non si sia ancora voluto prendere atto dei mutamenti eccezionali che il cattolicesimo ha sperimentato negli ultimi decenni. Ora e nei prossimi anni dovremo certamente confrontarci sul lascito del pontificato wojyiliano. Qualcuno lo vorrà liquidare come un culto mediatico della personalità. E' un'intepretazione possibile, che a me però sembra particolarmente sterile.

Se infatti cercate i giovani, ne troverete a iosa nei movimenti ecclesiali con forte carica identitaria (neocatecumenali, carismatici, ciellini ecc.)... ben pochi invece nei cenacoli del cattolicesimo progressista.
Credo che l'onestà intellettuale imponga cautela interpretativa: un simile fenomeno si potrebbe spiegare in modi diversi. Se però qualcuno di voi avesse avuto occasione di partecipare ad una qualche Giornata Mondiale della Gioventù (parlo per esperienza personale), probabilmente concorderebbe con me sul fatto che lì c'è davvero una vitalità ecclesiale che fa sperare.

Grazie per la provocazione. Speriamo che il dibattito continui e che con una discussione rispettosa riusciamo ad essere più uniti nel reciproco rispetto delle diversità.


Paolo Aranha
Istituto Universitario Europeo
Badia Fiesolana

Gruppo Kairos ha detto...

Volevam segnalarvi un'altra iniziativa che avrà luogo a firenze che avrà luogo il 28 giugno quando il Gruppo Kairos, credenti omosessuali di Firenze, darà vita, in contemporanea con diverse città italiane (Milano, Roma, Rimini, Napoli, etc…), a una veglia ecumenica di preghiera nella Chiesa Valdese di via LA Marmora (ore 21) per ricordare le vittime dell’omofobia.
Questo vuol essere un momento di comunione tra gruppi di credenti, omosessuali e non, e di fratellanza tra cattolici e non cattolici, credenti e non credenti, oltre che un momento di TESTIMONIANZA in cui vorremo condividere la nostra sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza.

Per far ricordare alle nostre chiese e a chi ci è vicino che, ancora oggi, l'omofobia distrugge le vite di tanti uomini e donne.

Abbiamo dato vita anche ad un sito internet sul tema consultabile all’indirizzo http://www.kairosfirenze.it/28giugno.htm

Un salto da tutti Noi

Gruppo Kairos, credenti omosessuali di firenze

Anonimo ha detto...

Questo appello è online da aprile e Magister se ne accorge oggi. Come dire: vi ignoro proditoriamente. Bell' atteggiamento davvero. Se la chiesa fiorentina, secondo il giornalista dell' "Espresso" , non ha caratterizzazione identitaria, è anche vero che oggi, la Chiesa, conculca e cerca di uniformare alla più rigida ortodossia del suo magistero tutte le peculiarità e le ricchezze delle diocesi locali.
Roberta

Anonimo ha detto...

consiglio a tutti di leggere le critiche pungenti che pietro de marco ha rivolto alla lettera. attenzione! gli affezionati a vecchi, stereotipati, schemi interpretativi potrebbero avere una crisi di nervi. prima di leggere, quindi, cercate di rilassarvi.
http://chiesa.espresso.repubblica.it/dettaglio.jsp?id=150941

Giulio Guerrini ha detto...

cerco di immaginare come l'avrebbe presa Malaparte: "maledetti toscani, benedetti toscani, un papa disse che i fiorentini sono il sale della terra, e roma non ha mai amato i fiorentini, salvo andarli a cercare quando non gli riusciva di fare qualcosa, tipo la cupola di san pietro o una pietà di marmo, poi vorrebbero venire a insegnarci le cose di dio e degli uomini, come se i fiorentini con dio non ci parlassero tutti i giorni, anche quando ci litigano, parlano di noi come cristiani di basso profilo o non si accorgono che è voluto,non vogliamo confrontarci coll'alto profilo dei forestieri"

Anonimo ha detto...

HA ragione Bendetto sedicesimo, chi vuol farsi una propria religione deve ammetteredi non essere più un Cristiano-cattolico.
Pietro

Poldo ha detto...

Perché il Papa non può ricordare gli insegnamenti della Chiesa? Non accettate i richiami del Papa, perché irritano le vostre coscienze!
Per quanto riguarda Welby, il motivo per cui non gli é stato concesso il funerale é che ha decretato con lucidità la prpria morte, rifiutando, così, la vita, il più grande dono di Dio!
Mi rattrista l'ignoranza che circonda ancora questa vicenda...

DM ha detto...

Come conciliano gli estensori della lettera le seguenti affermazioni del decreto APOSTOLICAM ACTUOSITATEM (documento del Concilio Vaticano II, cap. 11) con la difesa della laicità?

"Sono sempre stati doveri dei coniugi, ed oggi sono la parte principale del loro apostolato:

a) manifestare e comprovare, con l'esempio della propria vita, l'indissolubilità e la santità del vincolo matrimoniale;

b) affermare con fortezza il diritto e il dovere che spetta per natura ai genitori e ai tutori di educare cristianamente la prole;

c) difendere la dignità e la legittima autonomia della famiglia. Essi dunque e gli altri fedeli collaborino con gli uomini di buona volontà, affinché nella legislazione civile siano sanciti e difesi questi sacri diritti ; perché nel governo della società si tenga conto delle esigenze familiari per quanto riguarda l'alloggio, l'educazione dei fanciulli, le condizioni di lavoro, la sicurezza sociale e gli oneri fiscali; nella regolamentazione dell'emigrazione si salvaguardi nel modo più assoluto la convivenza della famiglia."

Davide

Anonimo ha detto...

I "cattoprogressisti" sono veramente fermi a trent'anni fa (a dir poco).

Nell'epoca della fabbricazione in provetta dell'essere umano, dello sterminio abortivo di massa tranquillamente legalizzato, la Chiesa dovrebbe tacere sulla scena pubblica? Ambrogio, Agostino, Giovanni Crisostomo hanno taciuto?

Difendere la dignità dell'uomo, imago Dei, è clericalismo? E' temporalismo?

Fraternamente
Franco

Anonimo ha detto...

Non entro direttamente in merito di quanto scritto nella Lettera, la quale meriterebbe di essere discussa punto per punto. Rimando, per questo, a quanto scrive oggi Pietro De Marco nel sito WWW.Chiesa, curato da Sandro Magister. Condivido la sua lucida lettura. Mi chiedo: è questo, oggi, il modo di aiutare davvero la Chiesa? Siete proprio convinti che la Chiesa sia così restia al dialogo con il mondo di oggi? Che non avverta i problemi delle persone? Che in temi così sensibili come la vita e la famiglia non debba far sentire forte la sua voce? Non vi pare che sia, quella della Chiesa, quasi l'unica voce rimasta a difendere questi valori? Dobbiamo essere proprio noi cattolici a dar man forte a chi, in modo sistematico e direi scientifico, sta cercando di minare alla base i fondamenti della nostra società italiana, proprio perchè cristiani? Non vi accorgete che è in atto una vera e propria campagna di aggressione, anche a livello di UE e di Onu, nei confronti di tutto quanto propone in campo etico e sociale la chiesa cattolica? E voi, tranquilli e..ingenui, scrivete ai Pastori della Chiesa perchè cambino atteggiamento! Ma quale atteggiamento deve prendere la Chiesa a vostro parere? Dov'è questo presunto potere della Chiesa? E se poi ci fosse davvero, non è forse migliore del potere delle lobby laiciste, alle quali vi state, involontariamente spero, svendendo? Cari fratelli e sorelle firmatari, lettere come queste fanno più danno alla chiesa di coloro che la combattono apertamente. Le persone con una fede semplice, quelle senza 'la puzza sotto il naso', sono sconcertate non dagli interventi del Papa o dei Vescovi, ma dalle vostre posizioni larvatamente innocue ma che invece hanno fatto e stanno facendo un grave danno alla comunione ecclesiale.
In ultimo: qualcuno di voi, per caso, ha alzato la sua voce per dire una parola a difesa di Benedetto XVI in seguito alla 'carognata' della trasmissione della BBC, ripresa, ovvviamente..., da Santoro? Frate Stefano Baldini Orlandini, cappuccino.

Mattia Castelletti ha detto...

Benedetto XVI (che cito anche se non sembra essere persona molto amata e autorità molto ascoltata nel fiorentino), ricevendo l'anno scorso Napolitano, disse che i cattolici difendono "valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell'essere umano e riconoscibili anche attraverso il retto uso della ragione", appellandosi quindi non a credenze religiose ma alla ragione che accomuna tutti: credenti, non credenti e diversamente credenti.
Per questo credo che il problema - quando si parla di tutela della vita, della famiglia, della libertà di educazione - non sia innanzitutto il fatto che la società di oggi abbia abbandonato Cristo, ma che larga parte della società e molti uomini di Chiesa (come dimostra questo blog) abbiano rinunciato ad usare rettamente la ragione. Per questo è quantomai urgente, anche tra cattolici, comprendere e rilanciare l'appello del Papa nel discorso di Regensburg (Ratisbona) in cui invitava ad "allargare la ragione".

Anonimo ha detto...

NON ADERISCO

Luigi
medico
Bologna

Anonimo ha detto...

NON aderisco!

Luigi
medico
Bologna

(avevo già inviato il mio dissenso alcuni giorni fa, ma vedo che non è stato pubblicato, probabilmente per un malinteso ;-)

Anonimo ha detto...

Seppur non appartenendo alla diocesi fiorentina, aderisco da lontano alla vostra bellissima lettera. Le posizioni di una Chiesa identitaria e chiusa al dialogo ha messo in grande imbarazzo la mia fede cattolica di credente praticante e impegnato ogni giorno nel sociale. Le vostre parole mi ridanno la speranza. Grazie.


Riccardo Ferrero

(Milano)

Anonimo ha detto...

Persone che agli occhi di tutti vorrebbero redimersi facendo finta di essere solidali con padre Santoro, poi distruggono la serenità delle donne con figli, scegliendo la felicità della loro figlia. Se si parla di parola di Crsto rispettiamola sino in fondo.